I Liberi Cittadini di Certosa incontrano Giovannini e consegnano la lista delle richieste dei residenti
Tra le richieste formalizzate al ministro in prefettura: «Conoscere il cronoprogramma dei lavori; avere un referente di RFI per gli espropri e gli indennizzi; organizzare un incontro con i tecnici per approfondire alcuni temi specifici; affrontare il tema dell’interferenza con la vivibilità della zona; convocare, da parte del Comune e degli altri soggetti interessati, un incontro con la cittadinanza per comunicare l’avanzamento del progetto; predisporre un “Point attivo” di RFI»

È stato il Prefetto Renato Franceschelli ad invitare il Comitato civico che ha consegnato ad Enrico Giovannini, ministro delle infrastrutture a cui i cittadini hanno consegnato un documento «contenente per noi importanti, richieste per limitare le ricadute negative sul territorio del progetto RFI Collegamento Porto di Genova-Fegino Terzo Valico
Ecco il testo della lettera consegnata

Con questa nota presentiamo alcune, per noi importanti, richieste per limitare le ricadute negative sul territorio del progetto RFI Collegamento Porto di Genova-Fegino Terzo Valico.
Chiediamo un maggior coinvolgimento dei territori nella elaborazione del “PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE E RIGENERAZIONE URBANA PER GENOVA”: Progetto integrato di riqualificazione e rigenerazione urbana delle aree del Comune di Genova interessate dal progetto ferroviario “Potenziamento Genova-Campasso” nell’ambito del Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova”, previsto dal Protocollo d’Intesa da sottoscrivere da parte dai soggetti pubblici interessati.
I titoli dei macro-interventi previsti dal protocollo e i conseguenti criteri sono ovviamente condivisibili, così come la priorità del trasporto merci su rotaia, ma si ritiene importante che i contenuti dei progetti siano frutto di scelte che effettivamente servano alla collettività e contribuiscano anche alla ripresa delle periferie urbane e che quindi, tali scelte, siano effettuate insieme a chi vive nei quartieri coinvolti dal progetto.
Si deve tener conto della crescente richiesta, proveniente anche dal privato cittadino, di avere un ruolo attivo nei processi decisionali che possono avere ricadute sull’ambiente e che, anche a livello comunitario, si è sviluppata una particolare sensibilità sulla partecipazione del pubblico ai processi decisionali e che dal quadro normativo statale e regionale emerge una richiesta di partecipazione del pubblico alle decisioni.
A titolo esemplificativo citiamo l’esperienza negativa fatta nello svolgimento del procedimento autorizzatorio, in quanto c’è stato uno scarso coinvolgimento della cittadinanza e ci si è limitati a pochi momenti informativi; la stessa cosa è avvenuta nell’elaborazione del protocollo d’intesa.
Crediamo che il coinvolgimento del territorio può essere ripreso con un percorso partecipato, con il Comitato e i Municipi, al fine di verificare l’applicabilità del protocollo sul campo, tenendo conto delle condizioni economiche per salvaguardare reddito e valore immobiliare delle abitazioni e delle attività commerciali.
Con un’analisi puntuale delle esigenze e con le proposte dei territori, sarà possibile verificare l’effettiva adeguatezza dei finanziamenti e valutare anche le future necessità.
In questo contesto, tra le varie opportunità, abbiamo proposto anche il riutilizzo dell’area ex Officina e Rimessa D.L. di Piazza Facchini, come un distretto multiservizi.
Presentiamo inoltre una serie di osservazioni puntuali che riteniamo importanti:
*acquisire la certezza che il Protocollo comprenda le problematiche di Fegino ed anche la “copertura leggera” del tratto in Via Ardoino a Sampierdarena;
*evitare il passaggio di convogli di merci pericolose e di tendere al pieno utilizzo della linea denominata “sommergibile”; per ottenere questo risultato chiediamo un impegno formale, con atto sottoscritto, da tutti i soggetti pubblici firmatari il protocollo d’intesa di cui al punto 1.
*utilizzare le migliori tecnologie disponibili per la riduzione dell’impatto acustico, con rifermento al DM 29/11/2000 art 5 comma 3 e rispettando le linee guida I.S.P.R.A. individuate con la Delibera del 20/11/2012;
*non sono state approfondite sufficientemente le possibili soluzioni alternative, tra le quali quelle da noi presentate;
*riteniamo non corretta la diversa valutazione degli indennizzi proposti rispetto a quelli del progetto dell’adiacente Metropolitana, con gli edifici posti nelle stesse condizioni ambientali.
Infine presentiamo una serie di istanze per meglio comprendere e poter contribuire alla realizzazione del progetto proposto da RFI ed in particolare:
• conoscere il cronoprogramma dei lavori;
• avere un referente di RFI per gli espropri e gli indennizzi;
• organizzare un incontro con i tecnici per approfondire alcuni temi specifici;
• affrontare le problematiche che si sovrappongono fra Metrò e FS, come il PRIS, le indennità immissioni moleste, l’indicazione puntuale dei ricettori rapportati alle unità abitative;
• convocare, da parte del Comune e degli altri soggetti interessati, un incontro con la cittadinanza per comunicare l’avanzamento del progetto;
• predisporre un “Point attivo” di RFI.
In copertina: il ministro Giovannini in una foto d’archivio


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.